Investimenti obbligazionari: come valutarli?

Investimenti obbligazionari: come valutarli?

Gli investimenti obbligazionari rappresentano una delle opzioni più diffuse per chi cerca un rendimento stabile e prevedibile nel tempo. Si tratta di strumenti di debito emessi da governi, aziende o enti sovranazionali, attraverso i quali gli investitori prestano capitale in cambio di cedole periodiche e del rimborso del capitale a scadenza.

Strumenti obbligazionari: breve e lungo termine

Le obbligazioni si distinguono per durata e tipologia di rendimento. Tra gli strumenti a breve termine troviamo i titoli con scadenza inferiore a cinque anni, caratterizzati da una minore esposizione al rischio di tasso d'interesse, ma con rendimenti generalmente inferiori. Tra questi rientrano i Treasury Bills negli Stati Uniti e i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) in Italia.

Per chi mira a un orizzonte temporale più lungo, le obbligazioni con scadenza superiore ai cinque anni, come i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), offrono cedole periodiche e una maggiore protezione dall'inflazione attraverso strumenti indicizzati come i BTP Italia. Tuttavia, il rischio di oscillazioni del prezzo di mercato aumenta con la durata dell'investimento, rendendo fondamentale un'analisi attenta del contesto economico.

Obbligazioni corporate: Investment Grade vs High Yield

Oltre ai titoli di Stato, esistono le obbligazioni corporate, emesse da aziende per finanziare le proprie attività. Queste obbligazioni si suddividono in due categorie principali:

  • Investment Grade: emesse da società con elevato merito creditizio, caratterizzate da un rischio di insolvenza molto basso. Hanno rendimenti più contenuti rispetto alle obbligazioni ad alto rendimento, ma garantiscono maggiore stabilità.
  • High Yield: dette anche obbligazioni spazzatura, sono titoli emessi da società con un rating creditizio inferiore. Offrono rendimenti più alti per compensare il rischio maggiore di default dell’emittente.

ETF obbligazionari: diversificazione e liquidità

Una valida alternativa all'acquisto diretto di obbligazioni è rappresentata dagli ETF obbligazionari, strumenti negoziati in borsa che replicano l'andamento di un paniere di titoli a reddito fisso. Gli ETF consentono di diversificare il portafoglio, riducendo il rischio specifico di un singolo emittente e offrendo maggiore liquidità rispetto alle obbligazioni tradizionali. Esistono ETF focalizzati su titoli di Stato, corporate bond, obbligazioni high yield e strumenti inflation-linked, con la possibilità di adattare la strategia alle condizioni di mercato. Alcuni esempi di ETF obbligazionari sono i seguenti:

  • iShares Euro Government Bond 7-10yr UCITS ETF (IBGM) – Replica un paniere di obbligazioni governative dell’Eurozona con durata tra 7 e 10 anni.
  • Lyxor Euro Government Bond 1-3Y (DR) UCITS ETF (EGO3) – Si concentra su titoli di Stato europei con scadenza a breve termine (1-3 anni), riducendo il rischio di tasso d’interesse.
  • SPDR Bloomberg Barclays Euro Corporate Bond UCITS ETF (SYBC) – Un ETF focalizzato sulle obbligazioni corporate investment grade denominate in euro.
  • iShares USD High Yield Corporate Bond UCITS ETF (IHYU) – Investe in obbligazioni corporate ad alto rendimento (high yield) denominate in dollari USA.
  • Lyxor Euro Inflation Linked Government Bond UCITS ETF (EINL) – Replica obbligazioni governative dell’Eurozona indicizzate all’inflazione.
  • Vanguard Global Aggregate Bond UCITS ETF (VAGU) – Un ETF diversificato che investe in obbligazioni globali investment grade.

Il mercato obbligazionario italiano: opportunità e rischi

L'Italia offre un ampio ventaglio di strumenti obbligazionari, tra cui spiccano i BOT, i BTP e i CCT. I BOT, con durata variabile tra 3 e 12 mesi, sono titoli zero-coupon, ossia senza cedola, il cui rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso a scadenza. Essi rappresentano una soluzione per chi cerca investimenti liquidi e con un rischio contenuto. I BTP, invece, offrono rendimenti più elevati grazie alle cedole periodiche, con scadenze che variano da 3 a 50 anni. I BTP Italia, indicizzati all'inflazione, sono un'opzione interessante per chi desidera protezione dal rischio di perdita del potere d'acquisto. Un altro strumento rilevante è rappresentato dai CCT (Certificati di Credito del Tesoro), titoli a tasso variabile legati all'andamento dei tassi di interesse di riferimento.

Quando investire in questi strumenti

I BOT sono strumenti ideali per chi desidera un investimento a breve termine con un rischio contenuto e un'elevata liquidità. Sono particolarmente adatti per coloro che dispongono di fondi inutilizzati per pochi mesi e vogliono una soluzione alternativa ai conti deposito. I BTP, invece, rappresentano una scelta indicata per chi cerca un rendimento stabile nel lungo periodo. Diventano particolarmente vantaggiosi nelle fasi di tassi di interesse elevati, poiché permettono di bloccare un rendimento interessante per gli anni successivi. I BTP Italia si rivelano perfetti nei periodi di alta inflazione, poiché offrono una protezione del potere d'acquisto grazie al loro meccanismo di indicizzazione. I CCT, infine, risultano particolarmente interessanti quando si prevede un rialzo dei tassi di interesse, dal momento che il loro rendimento è variabile e segue l’andamento del mercato.

Come investire

Per investire in obbligazioni italiane, esistono diverse modalità a disposizione degli investitori. Una delle opzioni più comuni è l’acquisto tramite banche e broker online, che permettono di comprare e vendere titoli di Stato in modo diretto, con la comodità di gestire gli investimenti attraverso piattaforme digitali. Un'altra possibilità è partecipare alle aste del Tesoro, in cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze colloca periodicamente i titoli di Stato, consentendo ai risparmiatori di acquistare i bond attraverso la propria banca. Chi desidera una maggiore diversificazione e facilità di gestione può invece optare per gli ETF obbligazionari, che replicano indici di obbligazioni italiane e offrono un'esposizione diversificata in un'unica soluzione. Infine, per chi preferisce affidare la gestione del proprio portafoglio a professionisti, i fondi comuni obbligazionari rappresentano un’alternativa interessante, consentendo di investire in una selezione ampia di strumenti obbligazionari con un approccio più strutturato.

Considerazioni finali

Investire in obbligazioni richiede un'attenta valutazione del contesto macroeconomico, del rischio di credito dell'emittente e delle proprie esigenze di liquidità. Se da un lato i titoli di Stato italiani rappresentano un'opzione sicura rispetto a emittenti corporate meno solidi, dall'altro l'inclusione di ETF obbligazionari può offrire un mix bilanciato tra rendimento e diversificazione. L'evoluzione dei tassi d'interesse della BCE e il contesto inflattivo restano fattori chiave da monitorare per ottimizzare la strategia di investimento.

 

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